"A" come Ignoranza
Alias78
Angelo
Beppe Grillo
Casablanca
Cinicomacho!
Claire
Daniele Luttazzi
Elfa oscura
Emergency
Erroneo
Fairwatch
Fumetti della gleba
Il blog di Lu(s)cio
Il blog di Riccardo Orioles
Il pozzo di Cabal
Il re censore
Il Signor Carlo
Information Guerrilla
Jack Folla
La Gaia frivola
Lo squillatore solitario
Mani Tese
Ninimbè!
Partito comunista delle libertà
Rosy
Sexnoglobalcity
Spezia
Terronia
Valezia
Wu Ming
visitato *loading* volte
E' scandaloso!
Non posso accettare che una tale autorità morale, etica e religiosa sia privata della possibilità di parlare. Siamo allo Stato di polizia, all'intolleranza più becera, alla vittoria del relativismo, del laicismo senza idee, dell'etica della convenienza.
E' ora di dire basta!
Siamo tutti con te, Mago Otelma!!!
Io odio!
Vista l'ondata di odio razziale e razzista che pervade il nostro simpatico paese, mi voglio anch'io arrovellare per cercare una razza da odiare. Ieri mi è venuta l'illuminazione.
Mentre viaggiavo in autostrada con la mia storica Opel Corsa, mi ritrovai di fronte ad un evento pressochè normale quando si percorrono le strade veloci della nostra penisola: una macchina che andava più lenta della mia. Come si fa in questi casi, metto la freccia e mi accingo a sorpassarla lentamente, visto che le velocità non erano poi così diverse.
Ad un tratto, come per magia, ecco apparire all'orizzonte un rappresentante di quella razza che mi sono deciso ad odiare. Negli specchietti retrovisori, infatti, vedo in lontananza un bolide sparato ad una velocità spropositata, visto il veloce avvicinamento, che inizia a lampeggiarmi e a suonare perchè sto bloccando la sua corsia preferenziale, quella di sorpasso. Immagino sarà capitato anche a voi di incontrare questi individui imbecilli che pensano di aver comprato la corsia di sorpasso e che, se gli fai l'affronto di occupargliela anche solo per pochi secondi, iniziano a lampeggiarti, sperando che forse tu, a mò di inchino e reverenza nei loro confronti, ti getti giù dalla scarpata per farli passare, oppure magari desisti dal sorpasso, o metti il turbo per completarlo sto sorpasso... insomma qualsiasi cosa sia nelle tue possibilità (ed oltre) purchè loro non interrompano la loro folle corsa verso una remota destinazione (che, viste le velocità, tanto remota non lo sarà per molto).
Ecco, di fronte a questo lampeggiare e suonare costante, con gli abbaglianti sparati contro il mio specchietto retrovisore, mi sono sentito un po' come il protagonista de Lo straniero quando, intontito dal caldo, lasciò che la violenza prendesse il sopravvento uccidendo l'arabo. Avrei voluto che la sua macchina di colpo sbandasse, cappottasse e si incendiasse, andando in mille pezzi. A quel punto mi sarei fermato nella corsia di emergenza, avrei tratto dal portabagagli una bel faretto alogeno, mi sarei avvicinato ai detriti fumanti, cercando il brandello di corpo corrispondente alla testa e avrei puntato il faretto dritto negli occhi dello stronzo sussurrandogli: "Hasta la vista baby!"
P.S.
Ci tengo a precisare che niente di tutto ciò è avvenuto e che nessuno stronzo è stato maltrattato nella redazione del presente post.
E' ora di basta!
Basta! Questi rumeni schifosi la devono smettere di infestare le nostre strade uccidendo italiani a più non posso!
Sentite qui:
" (ANSA) - BERGAMO, 4 DIC - Una italiana di 61 anni e il suo nipotino di appena tre mesi sono morti dopo essere stati travolti da un'auto oggi a Bergamo. Secondo la ricostruzione, la donna era appena uscita di casa e stava attraversando sulle strisce pedonali per andare a fare una passeggiata nel parco, quando e' stata centrata in pieno da una Fiat Punto. Il bimbo e' stato sbalzato fuori dalla carrozzina ed e' finito sulla carreggiata. Illeso, ma sotto choc, il conducente rumeno di 27 anni."
Però che strano... appena letta questa notizia non ho visto servizi in tv inneggianti ai pogrom e all'odio razziale... nessuna richiesta di espulsione o Alessandra Mussolini che dice che i rumeni sono dei delinquenti... ma come mai? Ahhhhhhhhh ora ho capito... avevo sbagliato a leggere... in realtà l'articolo originale era il seguente:
" (ANSA) - BERGAMO, 4 DIC - Una romena di 61 anni e il suo nipotino di appena tre mesi sono morti dopo essere stati travolti da un'auto oggi a Bergamo. Secondo la ricostruzione, la donna, Ganga Paraschiva, era appena uscita di casa e stava attraversando sulle strisce pedonali per andare a fare una passeggiata nel parco, quando e' stata centrata in pieno da una Fiat Punto. Il bimbo e' stato sbalzato fuori dalla carrozzina ed e' finito sulla carreggiata. Illeso, ma sotto choc, il conducente di 27 anni."
Si perchè quando a falciare la gente sono gli italiani va tutto bene... perchè noi siamo gente civile... e poi ha messo sotto dei rumeni... sarebbe da premiare, mica da incriminare...
L'uovo di Colombo
No tranquilli. Peter Falk non è passato al genere degli ovini per qualche strana mutazione genetica. Lo so che ci avevate pensato.
Una recente ricerca Isfol ha stabilito che "Non ci sono i cicli economici a giustificare la gran parte dei contratti a tempo che gli italiani sono costretti ad accettare come pegno per accedere al primo girone del mercato del lavoro. Non ci sono i picchi di produzione e le commesse che arrivano e poi scompaiono a spiegare il perché i giovani, le donne e gli over 50 sono costretti a non rifiutare un’offerta di lavoro a tempo pur di salire su quel primo gradino che sta distante dalla cittadella, sempre più piccola e disabitata, del lavoro a tempo indeterminato. Sì, perché le esigenze di flessibilità produttive e organizzative spiegano solo una parte minoritaria del ricorso delle imprese ai contratti atipici."
Niente di tutto questo, quindi, ma esigenze di risparmio connesse al minor carico contributivo e alla possibilità, in alcuni casi, di deviare dai contratti collettivi nazionali (vedi i casi dei collaboratori a progetto). Non ci voleva poi tanto a capirlo, comunque, visto che gli strumenti di flessibilità vera, quella cioè connessa a picchi produttivi o in generale ad esigenze temporanee delle imprese, c'era già ed era contenuta nelle riformate norme inerenti il contratto a tempo determinato del 2001. Ma, nonostante questa lapalissiana evidenza, dobbiamo di continuo sorbirci le prediche sulla "flessibilità" e su come le aziende ne abbiano bisogno. Nella maggior parte dei casi, anche per esperienza personale, sono solo scuse. Volete una prova? Aumentate i contributi pagati sui collaboratori a progetto equiparandoli a quelli dei lavoratori subordinati e vedrete quanti co.co.pro. rimarranno in giro...
Non è quindi con questi giochetti che si risolvono i problemi del lavoro nel nostro Paese. Anzi in qualche maniera si aggravano, gettando nella povertà e nell'insicurezza milioni di persone, riducendone il reddito e quindi i consumi e penalizzando il mercato interno a scapito delle imprese che non hanno alcuno sbocco all'estero.
D'altro canto, sempre per esperienza diretta, accanto a imprese che utilizzano gli strumenti di flessibilità per un improprio risparmio, esistono tante imprese, specialmente al Sud, che neanche volendo riuscirebbero a sostenere il costo del lavoro ai livelli a cui è arrivato. Per queste imprese, l'escamotage dei contratti flessibili è spesso l'unico modo per restare a galla. Questo bisogna anche dirlo.
E allora che fare? Gli interventi necessari sono forse troppi per poter essere enumerati tutti qui. Sicuramente è necessario abbinare alla sacrosanta lotta all'evasione fiscale interventi redistributivi nei confronti di chi le imposte le paga (siano essi dipendenti o imprese), eliminando in un colpo solo un costo (l'imposta) e la concorrenza sleale sui prezzi operata da chi le imposte non le paga. Al contempo bisogna ripensare le forme contrattuali del lavoro subordinato, eliminando la pletora di forme flessibili fasulle ed eventualmente sperimentando forme nuove (a questo proposito potrebbe essere interessante la proposta avanzata da Boeri e Garibaldi sul sito lavoce.info), senza pregiudizi ma senza altresì ripetere gli errori commessi finora e che hanno trasformato la flessibilità in precarietà.
Che discorso serio che ho fatto.
Andiamo a mietere firme
Oggi, frugando nelle tasche di un giubbotto che non mettevo da tempo, ho trovato per caso due milioni di firme. Non ricordavo di averle lasciate lì, forse mi erano avanzate dal raccolto dell'ultimo anno. Ottima annata il 2006. Son venute delle firme belle, rotonde, quasi ridondanti, ma mai fuori dalla casellina che competeva loro. Se non le avessi dimenticate in tasca avrebbero potuto anche vincere qualche premio, ma si sa, sono una persona modesta, non mi va di vantarmi troppo delle cose che faccio o che non faccio.
Adesso mi rimane un amletico dilemma: di queste firme, cosa farne? A lasciarle troppo in una tasca poi finisce che prendono la muffa o se le mangiano le tarme. Arrosto o in padella meglio di no, che devo tenere sotto controllo il colesterolo. Potrei usarle come sottobicchiere, ma non ho bicchieri così grossi che poi mi sbrodolo. Oh... però vedi che accendendo la televisione a volte qualche idea ti viene? Un po' come le ricette della Prova del cuoco che non sai mai quando ti spunta gente a casa come devi fare per stupirli. Dicevo in televisione è apparso un ometto basso che gridava in mezzo ad una folla che lo acclamava, e diceva di avere tante firme, otto milioni o miliardi, non ricordo più, e che con queste firme ci faceva un partito. Peccato che non ho sentito bene la ricetta perché la gente, cafona come sempre, copriva le parole basse di quest'ometto basso. Si parlava di sciogliere qualcosa dentro qualcos'altro (burro in padella forse?), forse poi le firme si facevano rosolare con un po' di cipolla ed ecco che avevamo la base per fare un partito.
Non so, ci devo pensare. E' che non conosco bene le dosi e si sa che se poi si sbaglia il partito si affloscia.
Lei non sa chi sono io!
L'altro giorno stavo distruggendo per sbaglio una vetrina a colpi di pistola quando, forse a causa di un sanpietrino errante, un proiettile deviò la sua traiettoria uccidendo un passante. Il problema sorse quando si scoprì che questo, oltre ad essere uno stimato professionista, padre di due figlie, marito integerrimo, cacciatore, giocatore di calcetto a tempo perso, enologo, appassionato di Truffaut e anche socio onorario del Lions, era pure tifoso. Apriti cielo.
Mentre la volante della polizia mi portava via, sentivo le urla della gente, Sospendiamo il campionato, Lo sport non è più quello di una volta, Non si può più andare allo stadio con i propri figli, E' colpa dei soldi che girano attorno al calcio, e chi più ne ha più ne metta.
Per mia fortuna, appena arrivato in caserma, una volta qualificatomi come ultrà, ogni accusa cadde e potei tornare a casa come cittadino rispettabile quale sono.
Storie di vita quotidiana
Spesso le storie semplici sono fatte di persone altrettanto semplici, e forse e per questo che tendiamo a non prenderle in considerazione, perché per molti non c'è spazio per l'ordinarietà, in quel complicato arazzo che è la vita.
Ma oggi mi va di parlarvi di una di queste storie semplici, Perché?, direte voi, Perché mi va, vi rispondo io.
Giovanni e Francesca sono i miei vicini di casa, dirimpettai per la precisione, e se voglio vederli mi basta affacciarmi alla finestra dell'ultimo piano di casa mia, oppure uscire in strada, che tanto quando mi vedono sorridono e mi salutano sempre. Sono giovani, poco più grandi di me, e hanno già due figli, la più grande Maria, e il più piccolo Alessandro.
Giovanni e Francesca non se la passano sicuramente bene coi soldi, quel "non tanto bene" che spinge alcuni a delinquere, altri a rassegnarsi, altri ancora ad emigrare, loro no, perché si vede che han voglia di lavorare. Lavoravano nei vivai del mio paese, sicuramente in nero, sicuramente privi delle minime misure di protezione, che quando tornavano, dopo aver spruzzato pesticidi, mi dicevano che la testa gli doleva forte e che hai voglia di prendere antidolorifici, niente non passava.
Adesso lui ha trovato un altro lavoro, non so bene cosa, in un paese vicino, mentre lei va a fare le pulizie a casa di alcuni miei paesani, sempre in nero, per carità, che è già tanto che hai un lavoro, e nonostante questo le tendono tranelli, le fanno trovare denaro per casa per vedere se se lo ruba, perché di certa gente, si sa, non ci si può fidare, ma lei è più onesta di loro, che la dignità non si compra o si ruba.
Nonostante le difficoltà, Giovanni e Francesca i loro figli li mandano a scuola, non a fare lavoretti saltuari, in nero anche quelli, per raccattare qualche soldo a spese del loro futuro. Si tira la cinghia, sicuramente. Ogni tanto vengono a casa mia e ci chiedono se possiamo fotocopiargli un libro che loro non se lo possono permettere, ma non sarebbe più giusto darli in affitto questi benedetti libri?, ma mia madre lo fa con piacere, perché riconosce la loro voglia di imparare, e a scuola sono già tanto, troppo diversi, perché si dia ai loro compagni un ulteriore motivo per vederli così.
Certo la vita è dura, ma spesso li vedo tutti assieme, fuori da casa loro, che ridono e scherzano, che apprezzano quel poco che hanno, forse ancor di più perché guadagnato e sudato fino all'ultimo. E io sono felice per loro, perché qui hanno trovato una casa, la possibilità di costruirsi un futuro, non erano forse così i nostri nonni, poveri e operosi, con una vita da scrivere e le loro mani, scure, grandi, che nei solchi che erano diventate le pieghe potevi leggere la loro storia, la nostra storia, fatta di sudore e lacrime, di volti sereni e dignitosi, di ciò che siamo oggi grazie a loro.
Spero che un giorno anche Giovanni e Francesca possano rivedersi così, e mi perdonerete se ho omesso di dirvi che ogni nome in questa storia non corrisponde al vero, che Giovanni e Francesca sono rumeni e non italiani, si quelli che in televisione mammamia chi li ha fatti entrare, che hanno la violenza nel sangue e non li puoi integrare, non vedi come vivono?, sono bestie non persone, forse è meglio se chiudiamo le frontiere e se ne stanno a casa loro che qui son solo capaci di far danni e nient'altro.
Chiedo venia per questa piccola omissione, ma di fronte ad una storia semplice di persone semplici, non pensavo che fosse poi così rilevante.
Ah allora non ero io il cretino!
Pennicare pallido e assorto
19-3-1983
Lettera per papà
Barcellona-19-3-1983-
Caro papà, tu lavori giorno e sera per guadagnare soldi per mantenerci; io ti scrivo perchè ti voglio bene, molto bene. Tu mi vuoi bene si o no?
Questa è la tua festa; se qualche volta faccio il monello e mi picchi ti voglio lo stesso bene e ti farò un regalo molto bello come te; tu sei quasi un dio per me e spero che Dio ti protegga e ti faccia vivere a lungo.
Farò quello che vuoi, ti darò il mondo, la felicità, la dolcezza, la serenità.
Ogni giorno tu mi accogli molto bene tu mi baci, mi abbracci; tu spendi soldi ogni giornata; anche se stai male lavori, fatichi, leggi giornali, riviste, notizie; io ti voglio bene e quando sarò grande ti aiuterò.
Ti bacio con affetto.
Antonio
Superclassificashow parte 2!
Ed ecco i secondi cinque...

Midlake - The trials of Van Occupanther

Editors - The back room

Figurines - Skeleton

John Vanderslice - Pixel Revolt

Bonnie 'Prince' Billy - I see a darkness
Superclassificashow!
Che bello rimembrare il simpatico deejay virtuale con gli occhiali scuri e il corpo fatto di pallaroteantechesiusavanellediscotecheanni70 (corbizia?).
Comunque bando alle ciance ed ecco a voi la classifica dei migliori dischi del 2006 (dovrei aggiungere "secondo me" ma risulta superfluo, così come superfluo è dire che non si tratta di dischi usciti nel 2006, ma di dischi da me ascoltati del 2006. Ma siccome io amo il superfluo, lo aggiungo lo stesso).
Questi sono i primi cinque in ordine sparso... i prossimi cinque al prossimo post.

Dozer - Through the eyes of heathens

Kitchens of distinction - Death of cool

Hayden - Elk-lake serenade

Fionn Regan - End of history

Band of horses - Everything all the time
Da un'intervista a Finardi su Kataweb in merito agli artisti emergenti:
Domanda inevitabile: un consiglio a chi inizia.
Fare il commercialista o l'avvocato, studiare e suonare a casa sua per gli amici. E dopo non si sa mai. Come ha fatto Paolo Conte. I migliori cantautori che conosco sono miei amici che fanno altre cose nella vita. I peggiori, me compreso, sono quelli che lo fanno di mestiere. Scrivilo questo!
Afa (ntoculu)
Volevo giusto segnalarvi questo link: http://www.hm-treasury.gov.uk/media/8A8/C1/Summary_of_Conclusions.pdf
Si tratta delle conclusioni di una ricerca sull'impatto delle mutazioni climatiche sull'economia globale, redatto da Nicolas Stern, economista ex-dirigente della Banca Mondiale.
Io sto preparandomi un canottino termoisolato.
Il debito pubblico
In questi giorni si parla molto di Finanziaria e, nell'alveo della discussione, si intrufola spesso il dibattito sul debito pubblico, specialmente adesso che le agenzie di rating hanno ridotto il rating del debito pubblico italiano (o meglio hanno ridotto il rating dell'Italia come debitore).
Il dibattito verte sulla necessità o meno, nella fase attuale, di ridurre il debito pubblico. Alcuni economisti sostengono che la sottrazione di risorse al mercato per destinarle alla copertura del debito rischia di ridurre la domanda aggregata proprio in una fase di congiuntura positiva, frustrando la congiuntura stessa. Altri invece ritengono che, proprio a causa del downgrading del nostro debito, la riduzione dello stesso, accompagnata alla creazione di un avanzo primario, sia strettamente necessaria... perchè sennò finisce che le risorse che non vengono sottratte al mercato per la copertura del debito, vengano poi sottratte per il pagamento dei maggiori interessi che il downgrading porterà.
In realtà io ritengo che la soluzione sia preferibile.
In primo luogo, se è pur vero che un'agenzia di rating è sempre un agente privato e che, nel valutare la sostenibilità di un debito, utilizza criteri suoi che possono non essere condivisi, le maggiori agenzie hanno una certa influenza sugli operatori di mercato e quindi, volente o nolente, influenzano l'ammontare degli interessi che noi andremo a pagare in futuro. Magari uno scatto nel rating non avrà un'influenza fenomenale (questo, sinceramente, non so dirlo), ma a lungo andare l'aumento del debito e l'assenza di un avanzo primario che, nel tempo, lo copra, produrranno un aggravio di interessi, cioè una ulteriore sottrazione di risorse alla nostra economia.
Detta sottrazione, tra l'altro, va valutata anche in relazione alla proprietà del debito pubblico: metà del debito dello Stato è in mano a soggetti esteri, il che significa che ogni anno metà della somma che noi paghiamo di interessi (e che fuoriesce dalle nostre tasche) va all'estero.
La riduzione del debito non è eliminabile, e questa Finanziaria si muove in quel senso e secondo me va apprezzata (si... sono uno dei pochi che la difende... ma me la son studiata per benino prima di parlare).
E' ovvio che questo è solo un primo passo (che punta sul recupero di gettito) ma non può essere il solo... perchè seppure la nostra spesa corrente non sia poi così elevata come si dice (sono appunto gli interessi sul debito che la fanno lievitare) sono urgenti ulteriori manovre di riforma (pubblica amministrazione - sanità e giustizia comprese - e pensioni in primis). Ma il Governo ha promesso di farle... ed è questa la sua maggiore sfida... se non le farà avrà fallito nel suo mandato e la riduzione del debito e la modernizzazione del Paese saranno, ancora una volta, rimandate.
|
www.flickr.com
This is a Flickr badge showing public photos from antonionirvana1975. Make your own badge here.
|
La tigre e la neve
Una lunga domenica di passioni
La grande abbuffata
Marco Travaglio e Peter Gomez - Mani pulite: la storia vera.
Umberto Santino - Storia del movimento antimafia in Sicilia
Daniele Luttazzi - Bollito misto con mostarda
Sufjan Stevens - Illinoise
Stars - Set yourself on fire
Josè Gonzles - Veneer
Arcade Fire - Funeral
Editors - The back room
Silver Jews - Tanglewood numbers - Omonimo
Franz Ferdinand - You could have it so much better
Spirit Caravan - The last embrace
Downset - Do we speak a dead language?
Sigur ròs - Takk